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Comunicati

Comunicati stampa importanti dell'Associazione Margherita e delle altre associazioni
Bologna
21/05/09

Position paper incontro 18-04- 2009 ( Rif : Documento BO1804 )

Premessa

Gli operatori dei sotto elencati centri di cura dell'infertilità ed i Responsabili della Subspecialità “Medicina della Riproduzione” della Società Italiana di Ginecologia ed Ostetricia prendono atto che la recente sentenza della Corte Costituzionale modifica alcuni dei punti cardine della legge 40 e delle relative linee guida applicative. Ritengono che il contenuto della sentenza della Corte Costituzionale comporti la introduzione di nuovi elementi nella applicazione coerente della Legge 40, tanto da renderla difficilmente applicabile in modo non controverso.

Ritengono quindi utile fornire un contributo scientifico alla ricerca di una sintesi condivisa e pragmaticamente applicabile in una situazione che vede dialetticamente impegnate istanze tutte ugualmente rispettabili, talvolta solo apparentemente in contraddizione:

• La necessità di offrire alle coppie ed in particolare alle donne, che subiscono una terapia impegnativa e non priva di rischi, il massimo dell’efficacia terapeutica ed il minimo dei rischi per la propria salute fisica e psichica, limitando al minimo l’invasività e reiterazione degli atti terapeutici;
• La necessità di contenere al massimo la creazione di embrioni in eccesso e quindi la loro crioconservazione, se non sia prevedibile una concreta possibilità di impianto futuro;
• La necessità di tutelare la salute dei nascituri, in particolare limitando al massimo le gravidanze multiple, principale causa di morbilità e mortalità materna e feto-neonatale.

Tralasciando il confronto tra i successi ottenuti oggi e quelli ottenuti prima della legge, tema sul quale si può, nella migliore delle ipotesi, concludere ottimisticamente che in Italia non ci sono stati miglioramenti negli anni post legem, non si può ignorare che la prassi della Procreazione Assistita è radicalmente cambiata nel mondo occidentale dal 2004 ad oggi. Questo fatto è prevedibile per qualsiasi attività medica, che cambia e si adegua ai progressi che la ricerca compie giorno per giorno e stride con la volontà di fissare una volta per tutte in una legge e tantomeno in una linea guida le modalità con cui attuare un intervento terapeutico.
Le principali linee di innovazione internazionali hanno portato ad una maggiore modulazione e personalizzazione delle terapie, tendenti a migliorare la qualità embrionaria più che la quantità, ed a privilegiare una forte limitazione del numero di embrioni trasferiti in utero, limitando altresì la quantità di embrioni crioconservati, in attesa che le tecniche di crioconservazione ovocitaria raggiungano un’efficienza accettabile e superino lo status scientifico di tecniche sperimentali. L'insieme di questi cambiamenti consente oggi in alcuni paesi un tasso di gravidanza cumulativo doppio di quello italiano, un tasso di gemellarità contenuto all'1% , l'azzeramento delle gravidanze multiple con relativi ricoveri in unità di terapia intensiva neonatale, il contenimento della esposizione a farmaci della paziente. Non ultimo è da considerarsi un notevole contenimento della spesa sanitaria, rappresentata per la maggior parte proprio dall'assistenza ai prematuri da gravidanza multipla nonchè dalla reiterazione dei trattamenti per molteplici cicli.

Quindi i rappresentanti del mondo scientifico ritengono oggi, alla luce del dettato della sentenza della Corte Costituzionale dell’1 aprile 2009 (sentenza n. 151 pubblicata su GURI del 13 Maggio 2009), che sia necessario fare uno sforzo, in sintonia con gli organi istituzionali deputati, per identificare un percorso nuovo e condiviso, nell’interesse della salute della donna e del nascituro. Il percorso deve rimanere nell'ambito della legge 40 per tutto ciò che nella legge stessa resta valido e deve altresì tenere conto delle istanze europee che prevedono un innalzamento dei livelli qualitativi di tutti i centri che utilizzano cellule umane a scopo terapeutico (Direttiva 2004/23/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, Decreto Legislativo 6 novembre 2007, n. 191, ESHRE position paper, 2008 ). Propongono quindi un progetto che ruoti su alcuni cardini fondamentali:

• Ottimizzazione delle tecniche di Procreazione Assistita mediante implementazione nei centri di un programma di assicurazione qualità, unitamente ad un adeguamento alle direttive europee degli aspetti strutturali ed organizzativi dei centri.
• Personalizzazione del "piano terapeutico" individuale per ogni paziente e coppia
• Definizione individualizzata del numero ottimale di embrioni necessario ad ottenere la gravidanza.
• Limitazione della crioconservazione embrionale al minimo indispensabile
• Possibilità di diagnosi genetica preimpianto con proibizione di esami a finalità eugenetica, così come definito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Review of Ethical Issues in Medical Genetics, WHO Geneve 2003) e dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea (Carta di Nizza ).


Al fine di realizzare quanto sopra propongono un’ipotesi di linee guida basate sulle più recenti esperienze internazionali ed in coerenza con il dettato della suddetta sentenza della Corte Costituzionale. Queste linee guida saranno soggette a valutazione e ridefinizione, nella più chiara tradizione della medicina basata sull'evidenza, alla fine di un congruo periodo di osservazione e valutazione dei risultati, in modo da definire anche i criteri ottimali su cui effettuare la valutazione del livello qualitativo dei centri di PMA.
Nel momento in cui le linee guida fanno riferimento al numero di embrioni necessario nelle varie circostanze, deve essere inteso che questo è il livello minimo di numerosità tale da consentire un’accettabile percentuale di successo nelle condizioni standard di un centro di PMA.

Gli operatori del settore della cura dell'infertilità ritengono preziosa questa occasione di confronto con le istituzioni anche e soprattutto per rinsaldare un’alleanza che porti finalmente alla luce le problematiche rilevanti dell'infertilità in Italia. L’accanita discussione sulle tecniche di Procreazione assistita ha definito i limiti di un’enclave in cui l’infertilità è stata confinata alla pratica della sola fecondazione artificiale, dimenticando che molti casi di infertilità possono essere prevenuti da un’adeguata opera di informazione ed educazione, molti altri possono essere curati con terapie mediche o chirurgiche ed infine che le tecniche di PMA applicate sugli stessi pazienti ad un’età più precoce darebbero un incremento notevolissimo della percentuale di successo. Sarà quindi necessario un coordinamento tra operatori ed istituzioni per sviluppare la nostra azione comune su tre linee, che già vedono impegnate le società scientifiche europee:

• Impegno di informazione ed educazione sui "nemici della fertilità" (disturbi alimentari, fumo, sostanze voluttuarie, stili di vita, malattie sessualmente trasmesse, etc) rivolto soprattutto ai giovani
• Impegno sulla ridefinizione dei percorsi formativi degli operatori medici e biologi del settore infertilità, nonchè sui requisiti minimi strutturali ed organizzativi per la pratica della Medicina della Riproduzione.
• Impegno nella definizione di linee guida sull’appropriatezza dei percorsi diagnostico-terapeutici ottimali per l'infertilità basato sulla medicina delle prove di efficacia, mantenendo la gradualità dell'intervento terapeutico e commisurandola alla prognosi della singola coppia.

Dovendo però nel pro tempore non solo rispettare il dettato della legge 40/2004 ma anche, ed imprescindibilmente, la suddetta Sentenza della Corte Costituzionale, gli operatori del settore della cura dell’infertilità ed i rappresentanti della Società Italiana di Ginecologia ed Ostetricia da oggi lavoreranno in coerenza con la proposta di seguito esposta.


Proposta

La rilettura della Legge 40/2004 alla luce della sentenza della Corte Costituzionale succitata lascia al medico il dovere di decidere quale sia il numero “ necessario “ di embrioni da formare ed il numero da trasferire all’interno dell’utero della paziente.
Tenendo presente le premesse fatte, diventa quindi possibile predisporre un piano terapeutico individualizzato con ogni coppia e valutare il numero di embrioni da formare in base alle caratteristiche anamnestiche, biologiche e prognostiche di ogni singola coppia.

Premesso che è impossibile potere prevedere con precisione le capacità di sviluppo di ogni singolo ovocita, e quali e quanti ovociti saranno destinati a produrre embrioni vitali una volta inseminati, l’evidenza clinica dimostra che i fattori che maggiormente influiscono sulla prognosi sono:

- Età della partner femminile
- Qualità del liquido seminale
- Precedenti fallimenti
- Tipo di risposta ovarica

In base a questi parametri, le coppie possono essere distinte in alcune categorie che, in linea di massima, possono dare indicazioni sul numero di embrioni da formare, avendo come obiettivi:
- Il massimo di probabilità di ottenere il numero di embrioni considerato necessario per il trasferimento nel ciclo a fresco;
- Ridurre al minimo la necessità di crioconservare embrioni;
- Esporre la paziente al massimo delle possibilità di successo e, contemporaneamente, al minimo rischio di gravidanze multiple.

Esistono inoltre alcune condizioni specifiche ( patologie in atto o pregresse, rischio elevato di OHSS, indicazioni alla diagnosi pre-impianto, ecc ) per le quali la salute della paziente e dei nascituri devono essere poste al primo posto negli obiettivi.

Alla luce di queste considerazioni, il gruppo BO1804 ha raggiunto un consenso che prevede i seguenti punti:
- Allinearsi ad un comune comportamento nel proporre alla coppia un piano terapeutico individualizzato per quanto riguarda il numero di ovociti da inseminare ed il numero di embrioni da trasferire nell’utero della paziente in base alle singole caratteristiche ;
- Definire le condizioni specifiche che possono rappresentare delle eccezioni ai limiti suddetti per motivi di salute della paziente e dei nascituri.
- Verifica: analizzare i dati dopo 12 mesi per valutare, alla luce dei risultati conseguiti, se gli obiettivi prefissati sono stati raggiunti e per impostare eventuali nuove strategie comuni
Condizioni cliniche di eccezione

Condizioni in cui non è auspicabile eseguire ripetuti cicli di induzione della crescita follicolare multipla per una pregressa o persistente patologia presente al momento in cui la coppia fa richiesta di accesso ad un programma di PMA e condizioni in cui la procedura prevede limiti oggettivi legati alla patologia riproduttiva della coppia.

In queste particolari situazioni cliniche la finalità è di tutelare lo stato di salute della donna concretizzando al massimo le possibilità di successo di un singolo ciclo di PMA.
Ottimizzare un ciclo di PMA per queste coppie, comporta l’utilizzazione di tutti gli ovociti idonei con l’eventuale crioconservazione degli embrioni soprannumerari da trasferire in tempi successivi, secondo il programma terapeutico personalizzato precedentemente concordato con la coppia.

- Pregressa Sindrome da Iperstimolazione Ovarica (SIO) o pazienti ad alto rischio di SIO

- Trombofilie congenite o acquisite

- Azoospermia non ostruttiva o criptozoospermia e, comunque, in tutti i casi in cui vi sia un elevato rischio di mancato recupero dei gameti maschili.

- Pregresse neoplasie ormono-dipendenti ( ovaio, mammella, tiroide ecc )

- Malattie autoimmunitarie ( lupus, sclerosi multipla ecc )

- Pregressa chirurgia pelvica per endometriosi III-IV stadio

- Patologie sistemiche ( cardiovascolari, renali, epatiche ecc )

- Pazienti sottoposte a diagnosi preimpianto

- Pazienti sottoposte a trapianto d’organo


Da oggi, quindi, gli Operatori del settore della cura dell’infertilità ed i rappresentanti della Società Italiana di Ginecologia ed Ostetricia si atterranno alla suddetta condivisione metodologica di lavoro nel rispetto della legge 40/2004 e della Sentenza della Corte Costituzionale dell’1 aprile 2009 (sentenza n. 151 pubblicata su GURI del 13 Maggio 2009)
...

Bologna
08/05/09

Comunicato Stampa

La Federazione Italiana delle Associazioni dei Pazienti Infertili
(Amica Cicogna, Cerco un bimbo, l’Altra Cicogna, Madre Provetta, Un bambino.it)
Finalmente è stata rispettata la legalità nella fecondazione assistita con la sentenza della Corte Costituzionale. È quanto dichiara il direttivo della FIAPI, con Laura Pisano, Filomena Gallo, Monica Soldano, Federica Casadei e Patrizia Battistini.

La Corte Costituzionale garante dei diritti dei cittadini. Oggi abbiamo finalmente una legge più accettabile che consentirà il miglioramento dei risultati a seguito di applicazione di tecniche mediche secondo scienza e coscienza e non secondo una norma incompetente in materia e lesiva dei diritti dei destinatari, primo per tutti il diritto alla salute.
Discrezionalità al medico e se necessario crioconservazione degli embrioni prodotti per consentire più chance di gravidanza alla donna e al concepito più possibilità di nascita.

Conclude il Direttivo della FIAPI, per discutere degli effetti della Sentenza della Corte Costituzionale abbiamo organizzato il 12 maggio presso la sala del Mappamondo* alla Camera dei deputati, in via della Missione 2, Roma, dalle ore 14.30 alle ore 17, l’incontro dal titolo:

La cura della sterilità e le tecniche di fecondazione medicalmente assistita. Il futuro dopo la sentenza della Corte Costituzionale e le modifiche alla legge 40.
Firmato
Laura Pisano, Filomena Gallo, Monica Soldano, Federica Casadei e Patrizia Battistini.

Per comunicazioni: fiapi.segreteria@gmail.com


* per accedere alla sala del mappamondo è necessario l’accredito, vogliate comunicarci la presenza.

Bologna
19/03/08

COMUNICATO STAMPA ASSOCIAZIONI PAZIENTI INFERTILI

MEDICI OBIETTORI SULLA FECONDAZIONE ASSISTITA, L'ORDINE INTERVENGA

Le associazioni italiane di pazienti infertili chiedono che il Ministero della Salute, la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici e i responsabili regionali della sanità intervengano nei confronti dei medici di base che, in nome di un'inesistente obiezione di coscienza, rifiutano di prescrivere analisi e farmaci necessari per la cura dell'infertilità e per la fecondazione assistita anche quando questi siano stati regolarmente prescritti dagli specialisti autorizzati.

Le segnalazioni di simili abusi si stanno moltiplicando, come denuncia un articolo apparso ieri, 15 marzo, sul Corriere della Sera e come le nostre associazioni possono testimoniare con decine di casi: molti pazienti riferiscono di vedersi negata dai loro medici di base la prescrizione sia dei farmaci indispensabili per la fecondazione assistita, sia di analisi ed esami che sono di routine nell'ambito delle cure per l'infertilità, come la mammografia, i dosaggi ormonali o lo spermiogramma (esame, quest'ultimo, giudicato da alcuni "eticamente riprovevole" perché richiede la raccolta del seme tramite masturbazione).

In tutti i casi la motivazione addotta da questi medici è la loro contrarietà alla fecondazione assistita o una generica obiezione di coscienza verso queste terapie. Obiezione che la legge non prevede e che anzi esclude esplicitamente, visto che la stessa legge 40/2004 precisa che l'obiezione di coscienza sulla procreazione medicalmente assistita può riguardare solo "il compimento delle procedure e delle attività specificatamente e necessariamente dirette a determinare l'intervento di procreazione medicalmente assistita" e non tutto ciò che è "antecedente e conseguente l'intervento".

Si tratta dunque, evidentemente, di gravi violazioni delle norme di legge e della deontologia professionale, che danneggiano i pazienti e ne ostacolano o impediscono la fruizione di terapie pienamente legittime in Italia e alle quali essi hanno pieno e indiscutibile diritto.

Chiediamo quindi alle autorità coinvolte, e in particolare alla FNOMCeO che ha già dichiarato la propria disponibilità a intervenire, di prendere provvedimenti contro questi comportamenti e i medici che se ne rendono responsabili. Sarebbe opportuna una direttiva esplicita in tal senso, ed eventualmente l'istituzione di un numero verde al quale i pazienti possano riferire le loro segnalazioni.

Federica Casadei, Presidente Ass. "Cerco Un Bimbo", info@cercounbimbo.net
Filomena Gallo, Presidente Ass. "Amica Cicogna Onlus", filomenagallo@gmail.com
Monica Soldano, Presidente Ass. "Madre provetta", monica.soldano@virgilio.it
Laura Pisano, Presidente Ass. "L'altra Cicogna" Onlus, laurapisano@hotmail.com
Patrizia Battistini, Presidente Ass. "Unbambino.it", patrizia@in-fertility.it

Salerno, Roma, Cagliari, Bologna
06/02/08

COMUNICATO STAMPA

Le associazioni pazienti sterili
Amica Cicogna, Cerco un bimbo, L’altra cicogna e unbambino.it,
si uniscono al digiuno di dialogo con il Ministro della salute iniziato da Marco Cappato e Mina Welby, per l’aggiornamento delle linee Guida sulla legge 40/04.

Dalla mezzanotte di oggi 6 febbraio, aderiscono a “staffetta” al digiuno Filomena Gallo presidente di Amica cicogna onlus, Federica Casadei presidente di Cerco un Bimbo, Laura Pisano presidente di L’altra Cicogna onlus, Patrizia Battistini presidente di unbambino.it.

Noi tutte aderiamo alla richiesta di emanazione come previsto per legge di nuove linee guida sulla legge 40/04, nei prossimi giorni si uniranno a noi anche i soci delle nostre associazioni e altre associazioni.

In particolare chiediamo al Ministro Livia Turco che nelle nuove linee guida:
1. Sia prevista la possibilità di fecondare più di tre ovociti per le coppie che corrono maggiori rischi di insuccesso: quelle in cui la donna ha un’età intorno ai 40 anni, o in presenza di gravissime infertilità maschili. E come corollario a questa possibilità ovviamente si pone chiediamo che sia prevista la crioconservazione degli ovociti fertilizzati in soprannumero rispetto ai tre da impiantare;
2. sia garantito l’accesso alle tecniche di fecondazione assistita per tutti coloro che non possono procreare nella tutela della salute del partner e del nascituro(portatori di patogie genetiche, virali e sessualmente trasmissibili), poiché la loro è una situazione di sterilità determinata da malattie che nel rispetto del diritto alla salute, non consente la procreazione senza l’aiuto della medicina;
3. la sterilità e infertilità siano definitivamente riconosciute come malattia, come affermato nella medesima legge 40/04 e dalla recente giurisprudenza;
4. che gli embrioni non utilizzabili per una gravidanza possano essere destinati alla ricerca scientifica su espressa richiesta della coppia.

Firmato:
Filomena Gallo, Presidente Associazione Amica cicogna onlus
www.amicacicogna.it 089 236016 – 3334567091 filomenagallo@gmail.com

Federica Casadei, Presidente, Associazione Cerco un Bimbo
www.cerconunbimbo.net email f.casadei@mclink.it cell. 3331711567

Laura Pisano,Presidente Associazione L’altra Cicogna ONLUS
Email: laurapisano@hotmail.com Cell. 3338486892

Patrizia Battistini presidente Associazione www.unbambino.it
email patrizia@in-fertility.it Tel 051 437.138 cell. 348 268.37.24 fax 051 188.92.059

Salerno-Roma-Bologna-Cagliari
24/10/07

COMUNICATO STAMPA

Le associazioni di Pazienti sterili:

Amica Cicogna ONLUS, Cerco un Bimbo, unbambino.it, Madre Provetta onlus e L'altra Cicogna Onlus


CHIEDONO

IL BLOCCO DEI FINZIAMENTI PER LA RICERCA SCIENTIFICA

SUL CONGELAMENTO DEGLI OVOCITI





La legge 40/04, prevede il congelamento degli ovociti, e finanzia anche la ricerca in tal senso, mentre nel resto del mondo le società scientifiche mettono in guardia poiché tale ricerca non produce risultati.



L'American Society for Reproductive Medicine mette in guardia sul congelamento degli ovociti (notizia tratta da: http://www.asrm.org/Media/Press/AM07urgecautioneggfreezing.html)





Ancora una volta l'Italia non tiene conto del contesto internazionale in materia di fecondazione assistita.

Qualsiasi ricerca scientifica, prima di trovare applicazione tramite previsione di legge, non deve essere più considerata sperimentale. Questo è un principio fondamentale, segue il principio di precauzione, ma per gli italiani non è così: la legge 40/04 prevede infatti l'applicazione di una tecnica sperimentale: "il congelamento degli ovociti". Tale tecnica viene proposta in contrapposizione al congelamento degli embrioni, e le donne devono anche pagare il congelamento stesso.



Lo Stato italiano, inoltre, finanzia la ricerca sul congelamento degli ovociti a conferma del carattere sperimentale di tale ricerca che non è consolidata.



Ora diciamo veramente basta! Oltre al danno anche la beffa!



Abbiamo dovuto conoscere l'allarme della più importante società per la medicina della riproduzione tramite le agenzie di stampa internazionali, ma in Italia nessuna notizia è stata riportata come invece dovrebbe avvenire. Ci chiediamo: come mai?

Ai sensi della legge 40/04 la ricerca sulla crioconservazione di ovociti è finanziata e sostenuta: a noi pazienti è proposta per legge una tecnica sperimentale che non produce risultati, con il congelamento degli ovociti a nostro carico economico e come alternativa al congelamento degli embrioni.



A noi coppie sterili non viene detto che per ogni 100 ovociti crioconservati si ha una media di 2 gravidanze: e questo non significa necessariamente due bambini nati!



Siamo costretti a verificare dati scientifici che non sono di nostra competenza, e quando vi sono notizie chiare come nel caso dell'American Society for Reproductive Medicine che mette in guardia sul congelamento degli ovociti nel nostro Paese si fa finta di nulla.



Chiediamo al ministro della Salute l'immediato blocco dei finanziamenti per tutti i progetti di ricerca in tal senso, che non abbiano prodotto significativi risultati per le coppie sterili.



Si fa ricerca sui nostri ovociti e si finanzia una ricerca che non produce risultati sulle donne fertili, figuriamoci quali risultati potrebbero esserci per chi ha già problemi di fertilità!



Le somme destinate a questi progetti potranno essere sicuramente utilizzate per noi malati di sterilità.


Filomena Gallo*

Federica Casadei**

Patrizia Battistini***

Laura Pisano****

Monica Soldano*****

*Avvocato, Presidente Associazione Amica Cicogna onlus

www.amicacicogna.it - email filomenagallo@gmail.com - cell. 333 4567091



** Docente Universitario, Presidente Associazione Cerco Un Bimbo

www.cerconunbimbo.net -email f.casadei@mclink.it - cell. 333 1711567



*** Medico psichiatra, Presidente Un bambino.it

www.unbambino.it - email patrizia@in-fertility.it - cell. 348 268.37.24



****Dottoressa, Presidente Associazione L'altra Cicogna ONLUS

Email: laurapisano@hotmail.com - Cell. 333 8486892



***** Giornalista, presidente Associazione Madre Provetta onlus

www.madreprovetta.org - Email monica.soldano@virgilio.it - cell. 348 2879901

Salerno-Roma-Bologna-Cagliari
03/07/07

Le associazioni di coppie sterili: finalmente la verità sulla legge 40/04

COMUNICATO STAMPA

Le associazioni di coppie sterili: finalmente la verità sulla legge 40/04

E’ la prima volta che il registro Nazionale della PMA ha potuto presentare i dati sulla effettiva applicazione della legge 40/04.

Come Associazioni di coppie che non possono avere figli, desideriamo ringraziare il Ministro della Salute Livia Turco per la chiarezza ed onestà con cui sono stati presentati i dati al Parlamento, che fanno emergere in modo inconfutabile l’inadeguatezza della Legge sulla fecondazione assistita, che sta producendo danni a noi tutti in termini di Salute, costi, dolore.

I tempi oramai sono maturi per la modifica della legge 40/04 per via Parlamentare, il Ministro ha evidenziato ciò che solo i dati raccolti potevano fare emergere: in Italia esiste una legge che crudelmente sta danneggiando migliaia di coppie, poiché non è scientificamente corretta.

Coordinamento Associazioni Pazienti Sterili

Filomena Gallo
Presidente Associazione Amica Cicogna ONLUS
www.amicacicogna.it
email: amica.cicogna@virgilio.it
cell. 333 4567091

Patrizia Battistini presidente
Associazione www.unbambino.it
email: patrizia@in-fertility.it
Tel 051 437.138 cell. 348 268.37.24 fax 051 188.92.059

Federica Casadei,
Presidente, Associazione Cerco un Bimbo
www.cerconunbimbo.it
email: f.casadei@mclink.it
cell. 3331711567

Laura Pisano
Presidente Associazione L’altra Cicogna ONLUS
Email: laurapisano@hotmail.com
Cell. 3338486892

Roma
03/07/07

COMUNICATO STAMPA

Il Coordinamento Federativo delle Associazioni di Pazienti Sterili chiede
un impegno chiaro sulla modifica della
Legge 40/04.

Stiamo assistendo ad una campagna elettorale che affronta temi svariati, ma la modifica della Legge 40/04, sulla
procreazione assistita, non risulta presente in nessun programma.

Milioni di cittadini con il diritto di voto ma sterili, vogliono risposte precise:

1. Nella prossima legislatura sarà modificata la Legge 40/04?
L’associazione Luca Coscioni, in
collaborazione con associazioni del Coordinamento Federativo di Pazienti Sterili, hanno redatto e presentato un Disegno di Legge a modifica della Legge 40, che è stato depositato a firma di deputati ora Rosa nel Pugno, ma nel
programma dell’Unione non troviamo menzione di modifiche della legge
sulla procreazione assistita.

2. All’interno dell’Unione troviamo
candidati come Paola Binetti che sarà capolista, e dichiara che lei la
pensa come Ruini. Ma Rutelli dovrebbe candidare la senatrice Cinzia
Dato, anche essa come capolista per equilibrare le posizioni e non far
pendere la bilancia da un’unica parte. In mancanza di tale candidatura, cosa significa tutto ciò? Dobbiamo dedurre e
regolarci di conseguenza?

3. Anche nella maggioranza avevamo sentito promesse di modifiche della Legge 40, ma per via parlamentare ad oggi tutto tace.
L’On. Prestigiacomo, l’On. Boniver, l’On. Fini che si sono spesi per
il referendum e tutti coloro che pur contrari al referendum ipotizzavano future modiche parlamentari che impegni intendono prendere?

Attualmente è in corso a Roma il primo Congresso Mondiale per la Libertà di Ricerca Scientifica, unico luogo dove scienziati e società civile denunciano l’assenza di risposte a problematiche che ora sono divenute solo questione italiana, e che ci isolano dal resto
dell’Europa, unico luogo da cui esce il manifesto appello per la libertà di
ricerca.
Ma ora desideriamo che i nostri appelli e richieste divengano impegno nel programma politico di chi vuole
rappresentarci.

Voi candidati a prendere in mano le sorti di questo Paese siete responsabili del programma presentato e della sua attuazione. Noi tutti, in tante pagine di programmi discussi, non
abbiamo trovato nulla su ricerca Scientifica e su Fecondazione Assistita, temi che ci toccano in primo luogo.

Abbiamo perso la facoltà di riprodurci, ma non abbiamo perso anche il diritto di voto e la percentuale di cittadinanza che rappresentiamo, il 25% di italiani che hanno votato al referendum sulla Legge 40/04, vuole esercitare il proprio diritto di cittadinanza in modo completo alle prossime elezioni.
Associazione Amica Cicogna – il Presidente Filomena Gallo Associazione
L’altra Cicogna – il Presidente Laura Pisano
Associazione Cerco un bimbo – il Presidente Federica Casadei
Associazione Un bambino.it – Il Presidente Patrizia Battistini

Per comunicazioni: 333 4567091

Salerno, Roma, Cagliari, Bologna
20/02/06

COMUNICATO STAMPA

Le associazioni pazienti sterili
Amica cicogna, Cerco un bimbo, L’altra cicogna e un Bambino.it,
si uniscono al digiuno di dialogo con il Ministro della salute iniziato da Marco Cappato e Mina Welby, per l’aggiornamento delle linee Guida sulla legge 40/04.
Dalla mezzanotte di oggi 6 febbraio, aderiscono a “staffetta” al digiuno Filomena Gallo presidente di Amica cicogna onlus, Federica Casadei presidente di Cerco un Bimbo, Laura Pisano presidente di L’altra Cicogna onlus, Patrizia Battistini presidente di Un bambino.it.
Noi tutte aderiamo alla richiesta di emanazione come previsto per legge di nuove linee guida sulla legge 40/04, nei prossimi giorni si uniranno a noi anche i soci delle nostre associazioni e altre associazioni.
In particolare chiediamo al Ministro Livia Turco che nelle nuove linee guida:
1. Sia prevista la possibilità di fecondare più di tre ovociti per le coppie che corrono maggiori rischi di insuccesso: quelle in cui la donna ha un’età intorno ai 40 anni, o in presenza di gravissime infertilità maschili. E come corollario a questa possibilità ovviamente si pone chiediamo che sia prevista la crioconservazione degli ovociti fertilizzati in soprannumero rispetto ai tre da impiantare;
2. sia garantito l’accesso alle tecniche di fecondazione assistita per tutti coloro che non possono procreare nella tutela della salute del partner e del nascituro(portatori di patogie genetiche, virali e sessualmente trasmissibili), poiché la loro è una situazione di sterilità determinata da malattie che nel rispetto del diritto alla salute, non consente la procreazione senza l’aiuto della medicina;
3. la sterilità e infertilità siano definitivamente riconosciute come malattia, come affermato nella medesima legge 40/04 e dalla recente giurisprudenza;
4. che gli embrioni non utilizzabili per una gravidanza possano essere destinati alla ricerca scientifica su espressa richiesta della coppia.

Firmato :

Filomena Gallo, Presidente Associazione Amica cicogna onlus
www.amicacicogna.it 089 236016 – 3334567091 filomenagallo@gmail.com
Federica Casadei, Presidente, Associazione Cerco un Bimbo
www.cerconunbimbo.net email f.casadei@mclink.it cell. 3331711567

Laura Pisano,Presidente Associazione L’altra Cicogna ONLUS
Email: laurapisano@hotmail.com Cell. 3338486892

Patrizia Battistini presidente Associazione www.unbambino.it
email patrizia@in-fertility.it Tel 051 437.138 cell. 348 268.37.24 fax 051 188.92.059

Roma
13/05/05

“Tra etica e scienza: verso il referendum”

“Sala W. Tobagi” FNSI - Federazione Nazionale della Stampa Italiana
Corso Vittorio Emanuele, 349 - Roma


PROGRAMMA

9.00 Registrazione dei partecipanti
9.30 Apertura dei lavori
Un sondaggio sull’orientamento etico-religioso delle coppie che accedono alla procreazione assistita e del sondaggio sull’eterologa: la parola ai pazienti.

F.Gallo (Amica Cicogna ONLUS), F. Casadei (Cerco un Bimbo), A.G. Aiello (unbambino.it)

9:50 Introduzione alla 1° Sessione: Le Ragioni della Scienza
Modera: M. Taranto, giornalista scientifica

10.00 I risvolti tecnici della Legge 40
G. Benagiano (Ordinario di Ginecologia e Ostetricia, Università di Roma “La Sapienza”)

10.20 Il percorso di un ciclo di pma
D. Danza (Ginecologo, Presidente A.I.M.B.R.U.)

10.35 Le incongruenze tecniche della Legge 40
A. Allegra (Ginecologo, Direttore “ Andros Medicina della Riproduzione”)

10.45 L’infertilità femminile
L. Gianaroli (Ginecologo, Direttore Scientifico S.I.S.M.E.R )

10.55 L’infertilita’ maschile, un problema in aumento
L. Gandini (Presidente S.I.E.R.R.), F. Lombardo (Andrologo, Università di Roma “La Sapienza”)

11.15 La situazione Italiana
G. Scaravelli (Ricercatrice ISS)

11.25 I dati del registro europeo
A.P. Ferraretti (Ginecologa, Direttore Clinico S.I.S.M.E.R.)

11.35 I risvolti internazionali del referendum Italiano
M. Cappato (Segretario Associazione Luca Coscioni)

COFFEE BREAK

12.00 - Introduzione alla 2° Sessione: Quando la scienza incontra la morale
Moderatore: A. Morelli (Giornalista scientifica)

Tavola rotonda e dibattito con i relatori presenti e con:
R. Bernardini, Paola Binetti, G. Corbellini, C. Dato, B. De Filippis, E. Greco, S. Inglese, C. Lalli, A. Lanzone, E. Mancini, M. Parachini, , L. Pisano, L. Turci

13.00 Presentazione del manifesto “Scegliamo di scegliere”
R. Ammirati (Giornalista scientifica)

RELATORI E MODERATORI
Adolfo Allegra, Ginecologo, Direttore “ Andros Medicina della Riproduzione”, Palermo

Angelo Gabriele Aiello, Psicologo, Associazione “unbambino.it”

Raffaella Ammirati, Giornalista scientifica

Giuseppe Benagiano, Docente di Ostetricia e Ginecologia, Università di Roma “La Sapienza”

Paola Binetti, Presidente Comitato Scienza e Vita, Presidente Società Italiana Pedagogia Medica

Rita Bernardini, tesoriera, Radicali italiani.

Federica Casadei, Docente Università della Tuscia, Presidente Associazione “Cerco Un Bimbo”

Marco Cappato, Segretario Associazione Luca Coscioni

Gilberto Corbellini, Docente di Storia della Medicina, Università di Roma “La Sapienza”

Domenico Danza, Ginecologo, Presidente Associazione Medici e Biologi Della Riproduzione Umana,

Direttore Centro Mediterraneo Medicina Della Riproduzione, Salerno

Cinzia Dato, Senatrice del gruppo Margherita

Bruno De Filippis, Magistrato, Consigliere Corte di Appello di Salerno, ANM

Anna Pia Ferraretti, Ginecologa, Direttore Clinico Società Italiana Studi Medicina e Riproduzione, Bologna

Filomena Gallo, Avvocato, Presidente Associazione “Amica Cicogna ONLUS”

Loredana Gandini, Presidente Società Italiana di Embriologia, Riproduzione e Ricerca

Luca Gianaroli, Ginecologo, Responsabile Scientifico Società Italiana Studi Medicina e Riproduzione, Bologna

Ermanno Greco, Andrologo, Direttore Centro di Medicina e Biologia della Riproduzione presso l'European

Hospital di Roma, Docente presso la cattedra di Neuroendocrinologia, Universita degli Studi di Pisa

Stefano Inglese, Segretario nazionale “Tribunale per i diritti del malato – Cittadinanzattiva”

Chiara Lalli, Scrittrice, Università di Chieti

Francesco Lombardo, Andrologo, Università di Roma “La Sapienza”

Elena Mancini, Bioeticista, Docente Università di Siena

Antonio Lanzone, Presidente Società italiana della Riproduzione, Dir. Unità Operativa di Ginecologia Disfunzionale del Gemelli, docente di Fisiopatologia della Riproduzione Umana della Università Cattolica.

Anna Morelli, Giornalista scientifica

Mirella Parachini, Ginecologa, Ospedale S. Filippo Neri di Roma, Associazione Luca Coscioni

Laura Pisano, Presidente Associazione “L’’Altra Cicogna ONLUS” di Cagliari

Giulia Scaravelli, Ricercatore, Istituto Superiore Sanità

Mirella Taranto, Giornalista scientifica

Lanfranco Turci, Senatore DS


RELATORI E MODERATORI
Adolfo Allegra, Ginecologo, Direttore “ Andros Medicina della Riproduzione”, Palermo

Angelo Gabriele Aiello, Psicologo, Associazione “unbambino.it”

Raffaella Ammirati, Giornalista scientifica

Giuseppe Benagiano, Docente di Ostetricia e Ginecologia, Università di Roma “La Sapienza”

Paola Binetti, Presidente Comitato Scienza e Vita, Presidente Società Italiana Pedagogia Medica

Rita Bernardini, tesoriera, Radicali italiani.

Federica Casadei, Docente Università della Tuscia, Presidente Associazione “Cerco Un Bimbo”

Marco Cappato, Segretario Associazione Luca Coscioni

Gilberto Corbellini, Docente di Storia della Medicina, Università di Roma “La Sapienza”

Domenico Danza, Ginecologo, Presidente Associazione Medici e Biologi Della Riproduzione Umana,

Direttore Centro Mediterraneo Medicina Della Riproduzione, Salerno

Cinzia Dato, Senatrice del gruppo Margherita

Bruno De Filippis, Magistrato, Consigliere Corte di Appello di Salerno, ANM

Anna Pia Ferraretti, Ginecologa, Direttore Clinico Società Italiana Studi Medicina e Riproduzione, Bologna

Filomena Gallo, Avvocato, Presidente Associazione “Amica Cicogna ONLUS”

Loredana Gandini, Presidente Società Italiana di Embriologia, Riproduzione e Ricerca

Luca Gianaroli, Ginecologo, Responsabile Scientifico Società Italiana Studi Medicina e Riproduzione, Bologna

Ermanno Greco, Andrologo, Direttore Centro di Medicina e Biologia della Riproduzione presso l'European

Hospital di Roma, Docente presso la cattedra di Neuroendocrinologia, Universita degli Studi di Pisa

Stefano Inglese, Segretario nazionale “Tribunale per i diritti del malato – Cittadinanzattiva”

Chiara Lalli, Scrittrice, Università di Chieti

Francesco Lombardo, Andrologo, Università di Roma “La Sapienza”

Elena Mancini, Bioeticista, Docente Università di Siena

Antonio Lanzone, Presidente Società italiana della Riproduzione, Dir. Unità Operativa di Ginecologia Disfunzionale del Gemelli, docente di Fisiopatologia della Riproduzione Umana della Università Cattolica.

Anna Morelli, Giornalista scientifica

Mirella Parachini, Ginecologa, Ospedale S. Filippo Neri di Roma, Associazione Luca Coscioni

Laura Pisano, Presidente Associazione “L’’Altra Cicogna ONLUS” di Cagliari

Giulia Scaravelli, Ricercatore, Istituto Superiore Sanità

Mirella Taranto, Giornalista scientifica

Lanfranco Turci, Senatore DS

Bologna
05/12/04

Ma a che gioco giochiamo?

Ormai il bicchiere è colmo, colmo di stupidaggini e forse di malafede.
Questo parlamento non è stato capace in ben venti anni di produrre una regolamentazione seria sulla fecondazione assistita, ci vuol provare adesso?
Quasi tutti i gruppi parlamentari hanno presentato proposte migliorative (si fa per dire) della legge 40, nessuno ci aggrada.
Nessuno tiene conto delle reali esigenze delle persone che accedono alle tecniche di procreazione assistite.
I più a sinistra i senatori DS si limitano a dettare norme generali e demandano tutto al ministro della salute, SALUTE! Non si accenna alle tecniche di crioconservazione degli embrioni, alla possibilità di accedere attraverso il servizio sanitario nazionale alle tecniche di PMA.
Cosa dire poi della cervellotica proposta Amato. Si punta su tecniche ancora sperimentali e al momento assolutamente inaffidabili.
La tecnica dello scongelamento delle ovocita oltre ad ottenere un basso livello di scongelamento produce circa un quaranta percento di aborti spontanei.
Per salvaguardare principi a-scientifici sposati dalle autorità ecclesiali si tenta di illudere le coppie!
No! siamo seri, facciamo questi benedetti referendum e così sia.
Mobilitiamoci per far in modo che la corte si esprima a favore dell’ammissibilità dei quesiti.
Seguiamo il partito radicale e formiamo i comitati per l’abrogazione della legge 40.
Continuiamo la lotta contro chi ignora per ideologia le esigenze della modernità.
Il ricorso alla PMA è un ripiego e un bisogno delle società progredite, c’è qualcuno in grado di modificare i nostri stili di vita?
Allora mettiamoci al passo degli altri paesi e diciamo
W la libertà di procreare!

Angelo G. Aiello

Salerno
23/11/04

Lettera Aperta al Presidente dell'Agenzia Italiana per il Farmaco, Antonella Cinque

Cara Antonella,
sono una donna, Presidente dell’associazione di pazienti infertili ”Amica cicogna”, e ti scrivo questa lettera aperta perché l’Agenzia che presiedi ha deciso di aggiungere un altro ostacolo oltre a quelli previsti dalla legge 40 e a quelli già numerosi che una coppia che ha difficoltà ad avere figli deve affrontare se decide di chiedere aiuto alla medicina.

Quando ho saputo che al timone di quest’Agenzia c’era una giovane donna determinata e anche madre, ho pensato che, forse, si poteva sperare di parlare con qualcuno capace di ascoltare, di porsi il problema più dal “di dentro” e con maggiore onestà, di contare almeno sulla solidarietà tra donne in virtù della quale mi rivolgo a te in modo diretto e informale.

Ciò che precede le nuove note limitative AIFA lo conosci. Dal 10 marzo, abbiamo una legge che ci riguarda, piena di divieti e discriminazioni,e ogni volta che accediamo alle tecniche di fecondazione assistita si inizia un viaggio che è più incerto che mai. Ma non è di questo che voglio parlarti. Di questo, speriamo, si occuperà un referendum che ci auguriamo restituisca dignità e speranze a chi comincia questo calvario con il solo obiettivo di far nascere un bambino, di condividere un figlio con la persona che ama.

Ciò di cui voglio parlare con te è, invece, la nuova nota 74, quella che prevede la distribuzione dei farmaci contro la sterilità, che hanno un costo che va dai 350 ai 1000 euro a scatola. Questa nota dal 20 novembre, come sai, è diventata più limitativa ma attraverso meccanismi che, francamente, lasciano assolutamente sbalorditi sia chi queste cure le prescrive sia chi, purtroppo, e non certo per diporto, queste cure deve farle.

Non più di 12.600 unità di gonadotropine (in tutta la vita) sono concesse a chi decide di fare cicli di procreazione medicalmente assistita, indipendentemente dal bisogno individuale o dal numero di cicli necessari a ottenere una gravidanza. Così stabilisce la nota, il resto è a carico di chi continua caparbiamente a cercare di curarsi per avere un figlio. Questi farmaci, come certamente sai, inducono una superovulazione per permettere di fecondare in vitro gli embrioni necessari per sperare in una gravidanza. Ma non tutte le donne a parità di dosi rispondono nello stesso modo. Ho conosciuto donne che in due cicli avrebbero esaurito il tetto massimo di farmaci oggi consentito producendo solo due ovociti e altre che con la metà delle dosi sono riuscite a produrre dai dieci ai venti ovociti per ciclo aumentando, ovviamente, le possibilità di successo in misura notevole. Questa discriminazione non è solo di censo, è qualcosa di più grave. Significa dare più opportunità a chi sta meglio in salute, penalizzare chi ha più bisogno di farmaci per raggiungere lo stesso risultato. Significa, banalmente, offrire, per esempio, a una donna che ha un’infertilità tubarica, presumibilmente con una buona capacità ovulatoria, e perciò maggiormente in grado di rispondere con minori dosi farmaco, una maggiore quantità di farmaci gratuiti e dunque un maggior numero di cicli e maggiori chance di farcela rispetto a una coppia in cui la donna ha un fsh alto oppure un’ovulazione resa difficoltosa magari da un passato ciclo di chemioterapia.

Cara Antonella, questi sono solo esempi. La realtà è ancora più complessa. Ciò che però fa male, è l’approssimazione con cui un gruppo di persone ha deciso in modo che sembra del tutto arbitrario chi agevolare nelle opportunità di cura e chi no. Ciò significa, ancora una volta, per chi soffre d’infertilità, che questo non è un problema degno di troppa attenzione e che assumere gonadotropine, sia un capriccio di cui lo Stato può farsi carico fino a un certo punto.

Un ciclo di procreazione assistita già di per è una strada in salita.Nessuna delle donne che subiscono gli effetti, certamente non piacevoli di questi ormoni, sanno con certezza dove, quando e se arriveranno. La maternità non è un diritto, ma è un diritto di tutte provare a stringere il proprio figlio tra le braccia. Soprattutto se sono disposte a pagare prezzi così alti sulla propria pelle. Non può esserci perciò, per nessun motivo, chi in questa corsa parte prima e chi più tardi. Questo calvario non può essere trasformato in una roulette russa. Non si può dare la stessa razione di cibo a chi è denutrito e a chi ha bisogno soltanto di un pasto regolare.

Non credere che io non comprenda le esigenze di razionalizzazione della spesa pubblica. Che non sappia che esiste lo spreco dei farmaci, le prescrizioni non appropriate. Ma ciò che qui fa male è la leggerezza e la superficialità con cui questo problema viene trattato, tagliando le regole con l’accetta e prescindendo dai bisogni clinici individuali. Non riesco ancora a capire se questo risultato è un’ingenuità dei membri dell’ex Commissione Cuf, che hanno peccato di ignoranza in materia, o se tutto questo fa parte di un disegno concettuale più vasto in cui l’infertilità è un affare privato e riguarda solo chi si può permettere di affrontarlo.

Se una razionalizzazione deve essere fatta, e questo posso capirlo, ciò che ti chiedo è che avvenga con un meccanismo di equità che garantisca a tutte le coppie, almeno lo stesso numero di cicli oppure una regola che introduca una qualche discriminante nel reddito, insomma, qualsiasi segno tangibile che ci faccia capire che su questo problema ci si è almeno riflettuto, che si sia almeno avuto sentore della sua complessità. Per ora, infatti, il sentimento più immediato è che la questione sia stata affrontata come una semplice pratica burocratica riferita a una patologia di poco conto e di nessuna rilevanza sociale.

Risparmiamo ai politici la richiesta di condividere il legittimo desiderio curarsi per potere avere un figlio. Le coppie sterili sono abituate a fare a meno di questo tipo di solidarietà, ma sicuramente una cosa, nonostante le amarezze di questi mesi, deve essere pretesa: il diritto ad avere tutti le stesse opportunità di cura. Nessuna società può negare questo e continuare a definirsi democratica.
Filomena Gallo
Presidente Ass.ne Amica Cicogna ONLUS

Katia Zanotti
Emma Bonino
Alessandra Mussolini
Maura Cossutta
Carla Rocchi
Gloria Buffo
Ida D’Ippolito
Elettra Deiana
Franca Chiaromonte
Livia Turco
Beatrice Magnolfi
Margherita Boniver
Rita Bernardini
Anna Pia Ferraretti,Ginecologo,Responsabile per l’Italia del Registro Europeo sulla Fecondazione Assistita
Elena Mancini – Bioeticista, docente di etica ambientale Università di Siena-
Laura Pisano, Presidente Ass.ne L’altra Cicogna-
Donatella Caione, Presidente Ass.ne Mammeonline -
Patrizia Battistini, Psichiatra Un bambino.it-
Federica Casadei, Presidente Ass.ne Cerco un bimbo-
Monica Soldano, Presidente Ass.ne Madre Provetta-

Roma
04/11/04

“Salviamo gli embrioni da Sirchia”

Gentilissima coppia,
in base alla Legge 19 febbraio 2004, n. 40, integrata dalle linee guida emesse con Decreto del 21 luglio 2004 (GU n. 191 del 16-8-2004) e dal successivo Decreto del 4 Agosto 2004 (GU n. 200 del 26-8-2004), gli embrioni che attualmente risultano crioconservati vengono distinti in due tipologie:
1. embrioni che sono in attesa di un futuro impianto;
2. embrioni per i quali sia stato accertato lo stato di abbandono.

La situazione dei primi è chiara, sono embrioni che la coppia intende utilizzare per una futura gravidanza.

Per gli altri, quelli in stato di abbandono, occorre conoscere le regole e vanno fatte alcun considerazioni.
Innanzittutto, secondo le norme in vigore lo stato di abbandono degli embrioni viene accertato nel seguente modo:
a) il centro che effettua tecniche di procreazione medicalmente assistita acquisisce la rinuncia scritta al futuro impianto degli embrioni crioconservati da parte della coppia di genitori o della singola donna (nel caso di embrioni prodotti prima della normativa attuale con seme di donatore e in assenza di partner maschile);
b) il centro che effettua tecniche di procreazione medicalmente assistita documenta i ripetuti tentativi eseguiti, per almeno un anno, di ricontattare la coppia o la donna che ha disposto la crioconservazione degli embrioni; solo nel caso di reale, documentata impossibilità a rintracciare la coppia, l'embrione potrà essere definito come abbandonato.

Una volta dichiarati in stato di abbandono gli embrioni verranno trasferiti alla Biobanca Nazionale situata presso il Centro trasfusionale e di immunologia dei trapianti dell'Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico «Ospedale Maggiore» di Milano, dove sarà' attivato in maniera centralizzata un centro di crioconservazione (Al Centro dell’«Ospedale Maggiore» di Milano è anche affidato, con apposita convenzione, il compito di effettuare studi e ricerche sulle tecniche di crioconservazione dei gameti e degli embrioni orfani ivi conservati ai sensi della legge 40 del 2004)

Malgrado queste regole, tutte le coppie possono seguire una strada diversa.
Gentile coppia, nel caso decida di non avere più altre gravidanze deve sapere che può scegliere di NON ABBANDONARE I PROPRI EMBRIONI .
Ci sono tanti buoni motivi per fare questa scelta, NON ABBANDONATE QUELL’EMBRIONE:
1. poiché le cellule staminali in esso contenute potrebbero essere utili in caso di necessità, per curare i vostri figli o voi stessi. L'embrione, conservato in Italia, potrebbe essere utilizzato successivamente o in Italia (in caso di modifica dell'attuale legge) oppure all'estero

2. perché potete donarli a Centri di PMA situati all’estero, dove è prevista l’adozione dell’embrione, quindi garantirgli la possibilità di vita, cosa che in Italia attualmente è vietata;

3. perché potete donarli a Università ed Istituti di ricerca, sempre all’Estero, e contribuire alla ricerca scientifica nel campo.

Qualsiasi decisione vogliate prendere, è da considerare quanto suesposto, poiché la legge 40/2004, è una legge contro la salute, contro la famiglia, contro la ricerca scientifica che attualmente può trovare rimedio a malattie ancora senza cura.

Basti pensare che il Ministro Sirchia, ha deciso che, il destino degli embrioni che saranno abbandonati è quello di rimanere crioconservati a tempo indeterminato, alcuni di essi saranno utilizzati per la ricerca sulla crioconservazione, che è una tecnica consolidata in tutto il mondo da anni, e in Italia Vietata.

E allora, trattenere gli embrioni per sé, donarli a chi non può avere figli, dandoli a centri di pma esteri per farli adottare, oppure contribuire alla ricerca mettendoli a disposizione di Istituti che studiano come curare malattie come il Parkinson, l’Alzheimer ed altre, è , potrebbe essere, la giusta scelta che ognuno di voi è chiamato a fare, perché su quelli embrioni Voi avete un diritto di proprietà da esercitare e di conseguenza avete la facoltà di deciderne il destino.

Non abbandonate i vostri embrioni, successivamente ne disporrete a seconda della scelta che vi abbiamo prospettato.

Le leggi non possono negarci la speranza.

Confido nella riflessione che farete.

Filomena Gallo, Presidente Associazione Amica Cicogna ONLUS

Documento sottoscritto e condiviso da:
Luca Coscioni
Marco Cappato, Segretario Associazione Luca Coscioni
Angelo Gabriele Aiello www.unbambino.it
Laura Pisano per L' Altra Cicogna Onlus
Donatella Caione per Mammeoline
Monica Soldano per Madre Provetta
Associazione Diritti Civili – Salerno
Carmen Muccione - Collegio delle Ostetriche della Provincia di Salerno
Rete contro la legge 40/2004- Bologna
Katia Zanotti, Deputato Parlamento Italiano
Giovanni Pagano Ricercatore su malattie genetiche
Istituto Nazionale Tumori, Napoli
Daniele Capezzone,
Rita Bernardini, Radicali Italiani


Alla Conferenza Stampa Partecipano:
Filomena Gallo ass.ne Amica Cicogna
Teresa Bilotti, ass.ne Amica Cicogna
Marco Cappato ass.ne Luca Coscioni
Rocco Berardo ass.ne Luca Coscioni
Angelo Gabriele Aiello unbambino.it
Francesco Colucci ass.ne Diritti Civili
Maria Cristina Mariottini Ass.ne Madre Provetta
Katia Zanotti, parlamentare
Daniele Capezzone, radicali italiani
Rita Bernardini,radicali italiani
Sala Stampa,Camera dei Deputati, Via della Missione, 4 - Roma

Bologna
14/09/04

L’uovo, la gallina e l’acqua fredda

Avevamo già sottolineato in Aprile il tranello della ricerca sulle uova congelate, ma ora si è raggiunto il culmine.

In piena campagna referendaria, mentre un forte schieramento sociale e politico aumenta gli sforzi per raggiungere l’obbiettivo di indire referendum abrogativo di norme liberticide e antiscientifiche, ci sono Medici (che oggi hanno fatto dichiarazioni sul Corriere della Sera, La stampa, il Messaggero e il Manifesto), che portano acqua al mulino di chi ha legiferato contro l’analisi preimpianto e la crioconservazione degli embrioni.

Vogliamo ricordare a costoro, che da quando c’è questa brutta legge molti centri hanno ripiegato la loro indagine preembrionaria all’analisi del globulo polare e tale tecnica è conosciuta da anni e non è invenzione italiana.

Sicuramente altri bambini, sono in gestazione grazie al congelamento di ovuli.

Si dovrebbe anche dire quanti ovuli si sono dovuti scongelare per dare alla luce 13 bambini, secondo i nostri dati si sono scongelati 750 uova con una media quindi di scongelamento pari all’1,7 per cento.

Ma altra cosa è l’analisi degli embrioni, con tale tecnica si possono avere dati più sicuri sulla buona qualità dei medesimi poiché vengono analizzati sia i tessuti maschili che quelli femminili.

Non va poi dimenticato che lo scongelamento degli embrioni è più facile di quello degli ovocita ed è pari al 15 per cento.

Poi vogliamo sottolineare che gli embrioni prodotti dalla fecondazione assistita possono essere utilizzati dalla ricerca scientifica sulle cellule staminali per la clonazione terapeutica.

Tutto ciò non è possibile con l’analisi del globulo polare delle uova femminili.

Ma dove si vuole andare a parare?

Si cercano altri soldi pubblici per una ricerca datata e sorpassata?

Angelo Aiello ad un Convegno del 24 Maggio c.a. Jacques Cohen(embriologo,padre della micromanipolazione) e Brian Dale (referente per la Treccani per l’embriologia) hanno dichiarato: il congelamento di ovociti non è un protocollo routinario, è una metodologia inefficace non è paragonabile al congelamento degli embrioni in tutto il mondo i gruppi con qualche gravidanza da congelamento di ovociti, oltre che in Italia, sono in Corea e Australia. Non bisogna dimenticare che dal congelamento di ovociti di donne perfettamente sane, si può indurre la possibilità di anomalie cromosomiche, in pratica un’ovocita sano dopo il congelamento può presentare anomalie cromosomiche.

L’Italia è l’unico Paese al mondo che reputa applicabile per legge una tecnica sperimentale.

Chi è sterile, per legge diventa cavia.

O si vuole ancora una volta diventare l’ago della bilancia in qualche commissione caldeggiata dalla Prestigiacomo allo scopo di migliorare parzialmente la legge 40 tenendo conto della sensibilità delle oligarchie cattoliche?

Smettiamola di vantarci dei ripieghi scientifici ai quali ci sottopone questa cattiva legge e diamo il nostro contributo di operatori di scienza al fine di avere in Italia una buona legge sulla fecondazione assistita.

Staff di unbambino.it (Bologna)
Associazione Amica Cicogna ONLUS (Salerno)
Associazione L’Altra Cicogna ONLUS(Cagliari)

Bologna
08/09/04

Forse il ministro deve dimettersi davvero!

Chi come noi ha studiato bene la legge 40/2004 che detta norme sulla procreazione medicalmente assistita non aveva capito il significato contenuto nell’articolo 2.
Infatti ancor prima di vietare tecniche di manipolazione degli embrioni si procede con questo articolo alla discrezionalità del ministro per sia pure sugli embrioni abbandonati, a reintrodurre la sperimentazione sui medesimi.
Ora ad illuminare la nostra mente e a dar forza ai nostri sospetti è arrivato il decreto del 4 agosto 2004 (GU n. 200 del 26-8-2004).
In questo decreto infatti, il ministro provvede al trasferimento all’Ospedale Maggiore di Milano di tutti gli embrioni disconosciuti. Ma cosa sconcertante, autorizza quel centro ad effettuare ricerca sul congelamento degli embrioni. A noi risulta che la tecnica di crioconservazione degli embrioni è scientificamente completata e assodata e la si utilizza da anni in tutti i centri di PMA del mondo.

Ci chiediamo, quali titoli hanno all'Ospedale Maggiore di Milano in più rispetto ai loro colleghi medici o biologi che in questi anni hanno operato ricerca nei centri soprattutto privati?
Con quale criterio è stato scelto quel centro?
Forse perché è stato diretto in passato dal ministro Sirchia?
O forse perché oggi è diretto da un suo collaboratore?

A quale scopo viene reintrodotto quello che è l’impianto ideologico che ha ispirato una legge antiscientifica?
Perché vengono sottratti ai pazienti soldi stanziando 400 milioni di euro ovvero il 15 per cento di tutta la spesa prevista per il 2004?

Ci sorge il sospetto che vi siano interessi politico-economici dietro tutto questo strano modo di legiferare e di utilizzare il denaro pubblico.

Chiediamo ai parlamentari di buona volontà di attivarsi al fine di ottenere risposte tali da fugare ogni sospetto.


Staff di unbambino.it (Bologna)
Associazione Amica Cicogna ONLUS (Salerno)
Associazione L’Altra Cicogna ONLUS(Cagliari)

Bologna
14/08/04

Cosa sta accadendo nel mondo della fecondazione assistita?

Ci chiediamo cosa sta accadendo all’interno del variegato mondo della fecondazione assistita.

Da qualche mese assistiamo ad una campagna sterile e propagandistica a fini elettorali da parte di alcune associazioni. Dall’altra le posizioni che attraverso la stampa vanno prendendo personalità del mondo scientifico legate al Prof. Flamigni quali la Dott.ssa Porcu e il Dott. Borini.

Questi sul Corriere della Sera e su Repubblica affermano che l’entrata in vigore della legge 40/2004 non ha cambiato nulla per la loro utenza.

Noi vorremmo capire perché nessun gruppo parlamentare che si dice contrario a questa sciagurata legge non ha ancora presentato una proposta che confligga in qualche modo con l’attuale legge. Ci riferiamo in particolare al riconoscimento della sterilità quale patologia e in quanto tale inserita nel servizio sanitario nazionale.

Non comprendiamo queste uscite del gruppo di Flamigni se non in un ottica politica che tende a svendere i principi di libertà e giustizia con gli interessi di una parte politica asservita ad una morale che si identifica con il mondo cattolico.

Del resto anche la sventagliata ricerca sul congelamento degli ovociti ha questo scopo. Il mondo scientifico internazionale ha privilegiato l’embrione per le sue caratteristiche: si scongela meglio degli ovociti e l’analisi genetica comprende anche la parte maschile che naturalmente è esclusa dalla analisi del globulo polare.

Ci pare evidente che si sta giocando una partita sulle spalle delle migliaia di utenti della fecondazione assistita.

Perché si insiste con campagne propagandistiche senza finalità e non ci si schiera a fianco dei radicali che stanno faticosamente raccogliendo firme per la cancellazione attraverso il referendum di questa legge?

Perché, anzichè fare una battaglia affinchè le strutture pubbliche e e private diventino concorrenziali come in altri settori della medicina, si tende a separarne gli interessi e le competenze?

Crediamo sia arrivato il momento di andare in contro alle persone che vivono drammaticamente questo problema. Lottiamo insieme per l’abrogazione della peggior legge sulla fecondazione assistita che uno stato moderno potesse varare.

Associazione Margherita ONLUS - Salute e benessere

Bologna
12/08/04

RIDUZIONE EMBRIONARIA: UN MALE MINORE, TALVOLTA NECESSARIO, CHE SI POTREBBE PREVENIRE

In riferimento al recente caso di cronaca, che ha visto un giudice di Cagliari autorizzare la riduzione embrionaria di fronte alla prova scientifica dell’avvenuta trasmissione di talassemia mediterranea in uno dei due gemelli di una coppia portatrice sana della patologia, l’Associazione Amica Cicogna Onlus e l’Associazione Margherita riproduzione e benessere Onlus, che operano a sostegno delle coppie che decidono di ricorrere alla PMA, sottolineano che il dibattito che è seguito a questa vicenda dimostra che la legge 40/2004 deve essere abrogata: la soppressione di un feto rivelatosi malato, attraverso l’analisi dei villi coriali come nel caso di Cagliari, sarebbe evitabile se fosse consentito l’accesso all’analisi preimpianto, e quindi alla PMA in tal senso finalizzata, a quelle coppie che siano consapevoli di poter trasmettere patologie genetiche.

E’ dunque certamente condivisibile la posizione della biogenetista laica Cinzia Caporale dell’Università di Siena, la quale ha preso posizione a favore del diritto di selezionare gli embrioni, evidenziando che consentire l’accesso alla PMA a coppie fertili ma portatrici di tare geneticamente trasmissibili non significa realizzare eugenetica, ma risparmiare ad un bambino una vita caratterizzata dalla sofferenza e dalla più totale incertezza e alla madre il dolore di avere un figlio affetto da una malattia incurabile.

Che senso ha, impedire l’utilizzo di tecniche di preimpianto che oggi consentono di evitare gravi situazioni patologiche e magari di autentico handicap?

Ci chiediamo se chi interviene contro la legittimità della riduzione embrionaria e a difesa della legge 40, come Gonzalo Miranda, Preside dell’Università Regina Apostolorum di Roma, sia mosso da un’inaccettabile ipocrisia politica o dalla volontà di non prendere atto di come stiano le cose: oggi viviamo in un’epoca in cui le garanzie dello Stato sociale sono sempre meno fruibili, anzi vengono progressivamente smantellate da una concezione neoliberista dell’economia e delle politiche sociali. Ciò si traduce, fra l’altro, in una sempre maggiore incertezza dei diritti delle persone disabili e in generale in una evidente riduzione delle pratiche assistenziali nei riguardi delle persone malate.

Ci appare a maggior ragione insostenibile la posizione di quei cattolici che, in nome di una dogmatica e astratta difesa della vita, si oppongono a tecniche che possono evitare la nascita di bimbi destinati a gravi sofferenze o a sperimentazioni che possono condurre alla guarigione di gravi malattie: la ricerca sulle cellule staminali embrionarie e la stessa clonazione terapeutica, oggi vietate in Italia proprio a causa della legge 40 e vietata da Bush nei centri pubblici americani, ma perfettamente lecite in altri Paesi come l’Inghilterra, contiene in sé potenzialità enormi grazie alla maggiore versatilità delle cellule staminali ricavate da embrioni rispetto a quelle ricavabili da feti o da placente.

Queste ultime non solo determinano maggiori costi ma richiedono tempi ben più lunghi, rallentando una ricerca che invece può procedere più efficacemente e più rapidamente proprio potendo avvalersi delle cellule di un embrione che non sia stato impiantato in utero o creato mediante clonazione terapeutica, la quale oltre tutto consente di evitare il rischio del rigetto una volta impiantate le staminali necessarie alla cura.

Riteniamo di dover lanciare, dunque, un forte appello affinché tanti cittadini sottoscrivano il referendum abrogativo della legge 40 e quindi sia cancellata una pessima legge, non emendabile e che non sarà migliorata di fatto neppure dalle linee guida ceh stanno per essere emanate emanate dal Ministro Sirchia, che da ciò che leggiamo sui mass media si sarebbero limitate a mitigare gli effetti della mostruosa imposizione di impiantare i tre embrioni creati in provetta, ma senza ammettere l’analisi preimpianto e senza consentire l’accesso alla PMA a coppie fertili portatrici di patologie genetiche o alle donne sole.

Il nocciolo di questo mostro giuridico sta nell’art. 1 della legge, che mette sul medesimo piano un mucchietto di cellule, l’embrione, e persone già compiute, come la madre e i malati.

Nessuna ipotesi emendataria è possibile senza intaccare l’art. 1, ma, caduto l’art. 1, cade l’intero impianto di questa legge crudele, che quindi non può rimanere in piedi con qualche irrilevante ritocco.


Avv. Filomena Gallo
Associazione Amica Cicogna ONLUS

Prof. Antonio Zappia
Associazione Margherita ONLUS
Salute e benessere

 
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