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E’ evidente a tutti che se la maggioranza dei cittadini italiani si è astenuta, non ha fatto conoscere la propria opinione ed è ricorsa ad una astuzia istituzionale per bacchettare chi ha forti dissensi da questa legge 40/2004. Ma chi ci ha tirato per i capelli in questo assurdo gioco impari? Innanzitutto i politici di destra di centro e di sinistra, tutti in un unico coro che sostanzialmente diceva vedrete la legge sarà modificata dal parlamento. Ma noi proponevamo che fossero le istituzioni cosidette democratiche (le regioni di sinistra) facessero i ricorsi, creassero un conflitto istituzionale. Ci abbiamo messo mesi a farci sentire dagli assessori e abbiamo ottenuto dei non si può. Peccato che per il condono edilizio, gli immigrati e addirittura i mille euro a figlio assegnato dal governo si sono fatti ricorsi. Ma la verità è che il popolo che cerca figli non ha una casa comune, non è organica a partiti e lobby di varia specie. Infatti nei pochi spazi di informazione le coppie e i medici hanno testimoniato pochissimo. Ancora una volta siamo stati usati per l’apparire o se volete per la visibilità dei politici. Non siamo ingrati. Ringraziamo Fassino, Fini, Prestigiacomo, Turci ed altri, ma ci chiediamo perché una prolematica così importante è stata tenuta al guinzaglio durante la campagna elettorale per il rinnovamento degli enti locali? Non sono forse i diritti civili argomento spendibili per una migliore amministrazione regionale? Ma tacciano i perseguitori delle mediazioni politiche a ogni costo. Chi era per una mediazione con i cattolici svendeva completamente tutta la pma e la ricerca scientifica per soli fini di potere personale.. Del resto non è una accusa di oggi quella che abbiamo sempre mosso ai padri della fecondazione assistita in Italia, non aver impostato con le ragioni della scienza il dialogo con i contrari alla pma. Piuttosto si è sempre cercato di non suscitare troppi sguardi indiscreti sulla materia, così abbiamo rinunciato per esempio a cercare nell’ eterologa donne giovani da stimolare per la donazione di ovocita. Ora muoviamoci in questi spazi legislativi, le regioni emanino linee guida illuminate e soprattutto chiedano la collaborazione di tutti e non solo dei loro referenti politici in ambito medico. Si parifichino le prestazioni in pma effettuate nei centri privati a quelle pubbliche. Si tenga conto delle tecniche più avanzate a livello di diagnosi e applicazione che in alcuni centri si praticano Si faccia chiarezza sulle eterologhe e sul fatto che centri italiani possano seguire i pazienti anche all’estero nell’interesse della salute del paziente. Poi, sono certo che dobbiamo soprattutto come operatori della pma tornare al lavoro e al servizio delle coppie, in questo senso certamente facciamo un passo indietro e lasciamo al pantano della politica il pestaggio del mortaio. Angelo Gabriele Aiello |
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